Da “Marco Polo” a “Il Gladiatore”: l'influenza dell'Italia sul patrimonio bibliografico
Brian Lavoie, OCLC Research
Le collezioni bibliotecarie a livello globale sono vaste, e il risultato combinato di questa attività di acquisizione delle biblioteche mondiali può aiutarci a comprendere l'intero patrimonio bibliografico, dai classici alle ultime uscite contemporanee.
OCLC Research si è già occupato di diversi studi sulla presenza nazionale di vari Paesi nei record pubblici, tra cui Scozia, Nuova Zelanda, Irlanda e Canada.[1]Questo studio si concentra su un Paese che ha dato contributi storici significativi all'arte e alla cultura: l'Italia.
Rinomata per il suo contributo alla letteratura mondiale, l'Italia è all'origine di molte grandi opere. In questo studio indagheremo su quali opere classiche italiane hanno superato la prova del tempo nei secoli. Scopriremo anche chi può vantare il titolo di "autore italiano più popolare" o quale film ambientato in Italia, nota per la sua ricca storia come soggetto o ambientazione di grandi opere cinematografiche, è il più diffuso.
Infine: Come possiamo utilizzare i dati delle biblioteche per rispondere a queste domande?
I dati di WorldCat rappresentano una stima realistica sul patrimonio bibliografico globale
Rispondiamo prima all'ultima domanda.
WorldCat di OCLC, il database più completo al mondo di informazioni sulle collezioni delle biblioteche, contiene descrizioni di quasi 600 milioni di record bibliografici, che rappresentano più di 3,5 miliardi di documenti distribuiti in migliaia di biblioteche in tutto il mondo. I materiali spaziano dalla preistoria ai giorni nostri, sono pubblicati in centinaia di lingue e provengono da centinaia di paesi, territori e altre entità a cui è stato assegnato un codice paese MARC univoco.
WorldCat è una risorsa straordinaria che migliora servizi bibliotecari come la catalogazione, la condivisione delle risorse, l'analisi delle collezioni e altro ancora. Non solo: WorldCat offre un’approssimazione il più vicina alla realtà del patrimonio globale delle pubblicazioni, disponibile in un'unica fonte di dati. È molto probabile che se qualcosa è stato pubblicato, si trovi da qualche parte nella collezione di una biblioteca; e ci sono buone probabilità che sia registrato in WorldCat. Quindi se vogliamo porre domande sul patrimonio bibliografico globale, come quelle fatte in precedenza, possiamo farlo attraverso i dati di WorldCat.
Esplorare la presenza dell'Italia nel patrimonio bibliografico mondiale
Qual è dunque l'opera classica italiana più popolare? Un modo per rispondere a questa domanda è quello di misurare la popolarità in base alla frequenza relativa con cui le singole opere compaiono nelle collezioni delle biblioteche. In altre parole, il numero totale di copie possedute dalle biblioteche a livello globale associate all'opera. Queste classifiche si basano su un'analisi dei dati relativi al patrimonio bibliografico globale aggregati in WorldCat, il database più completo al mondo per questo tipo di dati. Questo approccio fornisce una visione unica della diffusione e dell'impatto culturale dei contributi italiani al patrimonio bibliografico mondiale.
Secondo WorldCat, le cinque opere classiche italiane più diffuse (elencate in ordine inverso) sono:
Qual è l'opera classica italiana più popolare?
(classifica per patrimonio posseduto a livello globale)
5.
Il Milione
Polo/da Pisa • 12.000 copie
4.
La Gerusalemme Liberata
Torquato Tasso • 13.000 copie
3.
L'Orlando Furioso
Ludovico Ariosto • 15.000 copie
2.
Il Decamerone
Giovanni Boccaccio • 23.000 copie
1.
Il Principe
Niccolò Machiavelli • 41.000 copie
L'elenco inizia al numero 5 con Il Milione, forse il diario di viaggio più famoso del mondo (in realtà scritto dal biografo di Marco Polo, Rustichello da Pisa). Al numero 4 si trova La Gerusalemme Liberata, uno dei grandi poemi epici della letteratura occidentale. Il numero 3 è L'Orlando Furioso, un poema epico ampiamente considerato come una delle opere più influenti della letteratura europea. Il numero 2 è Il Decamerone, una raccolta di racconti avventurosi di un gruppo di fiorentini in fuga dalla peste. Infine, l'opera italiana più diffusa nelle biblioteche mondiali: Il Principe. Il famoso trattato di Niccolò Machiavelli su come essere un capo ideale è l'opera classica italiana più popolare nelle collezioni delle biblioteche di oggi, con circa 41.000 copie globali.
Per inciso, Il Principe è anche l'opera classica italiana con il maggior numero di edizioni pubblicate nel tempo. Oltre a essere l'opera classica italiana più raccolta, è anche quella con la più ampia storia di ristampe.
La seconda domanda è chi sia l'autore italiano più popolare. Anche in questo caso, per misurare la popolarità possiamo utilizzare il patrimonio bibliografico globale: in questo caso, l'intera produzione di ogni autore. Possiamo anche ampliare il nostro campo d'azione per considerare qualsiasi autore italiano, classico o moderno, il che porta alla seguente classifica:
Chi è l'autore italiano più popolare?
(classifica per patrimonio posseduto a livello globale)
5.
Benedetto Croce
75.800 copie
4.
Luigi Pirandello
79.100 copie
3.
Giovanni Boccaccio
97.300 copie
2.
Umberto Eco
115.600 copie
1.
Dante Alighieri
244.700 copie
Benedetto Croce, numero 5 di questa lista, è stato un filosofo e storico; candidato al Premio Nobel per la Letteratura 16 volte, non lo ha mai vinto. Luigi Pirandello, al numero 4, è il drammaturgo, poeta e romanziere che ha vinto il Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Al numero 3 troviamo Giovanni Boccaccio, celebre soprattutto per Il Decamerone, uno tra i classici italiani più popolari. Al numero 2 Umberto Eco, studioso e romanziere contemporaneo, famoso soprattutto per il romanzo (e successivo film) Il nome della rosa. In cima alla classifica, quindi l'autore italiano più popolare in termini di patrimonio bibliotecario, troviamo Dante Alighieri, il grande poeta il cui capolavoro, La Divina Commedia, è spesso riconosciuto come la somma opera letteraria in lingua italiana.
Le sue opere rappresentano quasi un quarto di milione di posseduti bibliotecari globali, ed è interessante osservare come la classifica degli autori italiani più popolari attraversi l'intero arco temporale del patrimonio bibliografico, da Alighieri a Eco.
Passando dalla letteratura al cinema, arriviamo alla terza e ultima domanda: qual è il film più popolare ambientato in Italia, in base al numero di posseduti nelle biblioteche a livello globale? Come per le domande precedenti, i dati di WorldCat forniscono una risposta:
Qual è il film più popolare ambientato in Italia?
(classifica per patrimonio posseduto a livello globale)
5.
Il paziente inglese (1996)
3.428 copie
4.
Romeo e Giulietta (1968)
3.666 copie
3.
Spartacus (1960)
3.850 copie
2.
Pinocchio (1940)
5.171 copie
1.
Il Gladiatore (2000)
5.340 copie
Il Paziente Inglese è al quinto posto della classifica: un dramma romantico del 1996 ambientato in Italia (ed in altri luoghi), vincitore di nove Oscar, tra cui quello per il miglior film. La voce numero 4 è Romeo e Giulietta, un film del 1968 che è, ad oggi, l'ultimo adattamento cinematografico di un'opera shakespeariana che abbia ricevuto una nomination come miglior film. Il numero 3 è Spartacus, l'iconico film di Stanley Kubrick del 1960. Al numero 2 si trova il classico d'animazione Disney Pinocchio del 1940, il secondo lungometraggio della Disney. Infine, a guidare la classifica come film più popolare ambientato in Italia è Il Gladiatore. L'epopea del 2000 interpretata da Russell Crowe si è guadagnata il premio Oscar per il miglior film e il titolo di film più popolare ambientato in Italia, con oltre 5.300 copie nelle biblioteche in tutto il mondo.
La presenza nazionale nel patrimonio bibliografico vista attraverso la lente di WorldCat
Questi approfondimenti sul panorama creativo italiano sono stati ricavati esclusivamente dai dati bibliografici e di posseduto di WorldCat, dimostrando che la potenza di WorldCat va oltre il supporto ai servizi bibliotecari come la catalogazione e la condivisione delle risorse: include anche una ricca fonte di informazioni per una comprensione sempre migliore della cultura e della ricerca accademica.
Questo post è stato ispirato da una serie di studi condotti da OCLC Research che esplorano la presenza di vari Paesi nel patrimonio editoriale. Ognuno di questi studi, incentrato su Scozia, Nuova Zelanda, Irlanda e Canada, analizza in profondità le dimensioni, la portata e le caratteristiche salienti del contributo unico di un paese alla documentazione pubblicata, sulla base della sua diffusione nelle biblioteche di tutto il mondo. Questi studi mostrano come i dati delle biblioteche offrano una ricca visione della produzione creativa di diversi Paesi, che nel loro insieme costituisce il nostro patrimonio culturale e accademico comune. Le biblioteche creano e condividono informazioni sulle loro collezioni, e allo stesso tempo documentano l'evoluzione della documentazione pubblicata a livello globale.
Si ringrazia Devon Smith per il suo lavoro di estrazione dei dati utilizzati in questo studio.
Il seguente articolo è stato pubblicato originariamente su Data Insight di OCLC Research.
Bibliografia
[1] Lavoie, Brian. 2019. Maple Leaves: Discovering Canada through the Published Record. Dublin, OH: OCLC Research. https://doi.org/10.25333/ek4v-ag09.
Lavoie, Brian e Lorcan Dempsey. 2018. An Exploration of the Irish Presence in the Published Record. Dublin, OH: OCLC Research. https://doi.org/10.25333/C3WS6R.
Lavoie, Brian. 2014. Kiwis in the Collection: The New Zealand Presence in the Published Record. Dublin, Ohio: OCLC Research. https://doi.org/10.25333/C3QP8X.
Lavoie, Brian. 2013. Not Scotch, but Rum: The Scope and Diffusion of the Scottish Presence in the Published Record. Dublin, Ohio: OCLC Research. https://doi.org/10.25333/C3SH0S.
Citazione suggerita
Lavoie, Brian. 2026. From Marco Polo to Gladiator: Italy’s Influence on the Published Record. Dublin, OH: OCLC Research. https://doi.org/10.25333/6d9v-8z98.



